Il titolo del libro che è edito dalla

Mursia Editore è stato modificato in



 

 

Qualche tempo fa, mentre stavo per ormeggiare in porto, il pensiero di raccontare ciò che ho vissuto affiorò come affiorano le idee che non sappiamo esattamente da dove vengano, che forse sono sempre state lì, pazienti, ad aspettare di essere notate. E così “vidi” la storia dei Cantieri navali Barberis prendere una configurazione diversa da un semplice insieme di ricordi.  

Volevo tramandare un’esperienza di vita. Non si può, infatti, scrivere un libro per se stessi, per apparire, per farsi ricordare o per sfogarsi. Un libro non è una terapia, o perlomeno non è una buona terapia. Un libro è un’esperienza che mette i ricordi al loro posto: li spolvera, li classifica e li tramanda. Questo l’ho capito dopo. Ho iniziato quest’avventura con l’entusiasmo di raccontare e mi sono trovato con una serie di parole, sommatoria di un passato complesso e non sempre facile, parole capaci di affrontare qualsiasi condizione di tempo, incapaci di naufragare, come le nostre barche. È stata una nuova sfida che ha scavato e fatto affiorare parti di tutti i “me” che sono stato, mi ha fatto riflettere. Di ogni avventura conosciamo solo l’inizio e il percorso può essere sorprendente.

Costruire barche è stato trasformare una passione in un’attività grazie soltanto all’idea. Un’idea che convinse alcuni bancari dell’epoca a finanziarci. Il nostro cantiere ebbe un certo successo per diversi anni: barca dopo barca, si fece conoscere nel mondo grazie all’impegno di tutti quelli che parteciparono all’impresa, nessuno escluso. Ogni barca uscita dal nostro cantiere era frutto di un lavoro intenso, di un coordinamento fra noi, i progettisti che, nel tempo, riuscimmo a coinvolgere, e tutta la manovalanza specializzata. Ogni barca ci regala ancora oggi intense emozioni, come fosse un figlio del quale hai seguito con gioia, passo dopo passo, l’evoluzione.

Mi piace pensare che l’avventura dei Cantieri Barberis si debba a una serie di circostanze favorevoli e alle esperienze.

Queste righe nascono anche per ricordare come la migliore località per un’impresa nautica come la Barberis fosse proprio La Spezia: città votata alla nautica, anche se non sempre in grado di valorizzare i propri tesori e le proprie potenzialità.

La passione non è altro che espressione di ciò che siamo veramente e la vela è la mia passione. Lei cambia ma resta in un certo senso immutata. Mi ha trascinato in ogni parte del mondo, immerso in sfide sempre diverse, mi ha permesso di incontrare i personaggi più improbabili solleticando la mia curiosità del nuovo, si è rivelata nelle sue infinite espressioni: dalla tecnica fino a sfiorare follie sempre nuove. Mi ha permesso di ideare e costruire, di condividere con chi prova le stesse cose, di non essere sempre lo stesso, di dimostrarmi all’altezza, mi ha chiesto di essere paziente, alcune volte di seguire l’istinto, mi ha cambiato senza farlo veramente. In barca le cose che contano non sono le stesse che a terra e ogni volta, staccandomi dalla riva, ho trovato qualcosa di me e rivalutato ciò che avevo in quel momento, questo mi ha reso libero.

Credo che la vita sia farsi conquistare da una passione, non limitarsi a questa e coltivarne altre ma lasciare il cuore libero per quella che veramente lo fa battere e giocarsi tutto su di lei. Credo nel coraggio e nel bisogno di scivolare oltre per iniziare qualcosa di nuovo.

Sono un costruttore di barche e questa è la mia storia.